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lunedì 15 novembre 2010

CUCINA D'AUTUNNO - IL TAMARINDO E LA SALSA WORCESTER

 La salsa Worcester...    ma lo sapevate che si può fare in casa?


       IL TAMARINDO
                                                                                       QUESTO SCONOSCIUTO
Queste fotografie risalgono all'autunno del 2007 cioè alla data in cui  ho scoperto il tamarindo.
Sin da piccola a casa della mia nonna Emilia,  ho bevuto una bevanda dissetante "il tamarindo" mescolato all'acqua, buonissimo!Ma da quale posto strano arriva questa bevanda dissetante?


A volte non ti chiedi da dove arrivano le cose ???

E' un pò come quando accendi la luce, sì, pigi sull'interruttore e si accende, ma la luce non nasce dall'interruttore. 

Così 3 anni fa scopro da cosa nasce lo sciroppo della nonna e poco dopo, provo a cimentarmi con la ricetta della salsa Worcester che non nasce dalla famosa bottiglietta...

RICETTINA
2 cucchiai di tutto questo:
olio d'oliva, scalogno tritato, aglio tritato, acciughe tritate, salsa di pomodoro, pepe nero, zenzero tritato;
3 cucchiai di:
pasta di tamarindo
4 cucchiai di: 
sciroppo di mais scuro  (si trova nei negozi bio)
8 cucchiai di:
melassa (si trova nei negozi bio)

Pezzi: 2 chiodi di garofano - 1 limone ed 1 lime affettati sottilmente

ml: 750 ml di aceto bianco - 250 ml  di birra scura - 120 ml  di succo d'arancia .500 ml  di acqua

Ed ora rimbocchiamoci le maniche...

In una pentola mettere l'olio e soffriggere lo scalogno tritato per qualche minuto.
Aggiungere la pasta di tamarindo, l'aglio, lo zenzero e cuocere a fuoco basso per per altri cinque minuti.
Aggiungere quindi le acciughe, la salsa di pomodoro, i chiodi di garofano, il pepe, lo sciroppo di mais, la melassa, l'aceto bianco, la birra scura, il succo d'arancia, l' acqua, il limone e il lime affettati.
Far cuocere a fuoco molto basso, mescolando di tanto in tanto, per circa 3 ore.
Filtrare con una garza e mettere in bottigliette di vetro.
La salsa è buona sia consumata subito, che dopo 6 mesi o 1 anno.

info Salsa: la salsa Worcester fu commissionata a due farmacisti  (John Lea e William Perrins) da un senatore Inglese che aveva vissuto nel Bengala. La ricetta originale non è mai cambiata, dal  1835. Loro la lasciano riposare almeno 3 anni. 
info Tamarindo:  gli Arabi conoscono da secoli il tamarindo: etimologicamente, infatti, tamarindo deriva dall’arabo “tamara hindi” (tamar vuol dire dattero).

ALBERO DEL TAMARINDO
(troppo bello)
Foglie di Tamarindo (foto www.agraria.org - Collezione storica Istituto Tecnico Agrario Firenze)