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martedì 13 agosto 2013

PROTEGGIAMO GLI ANIMALI - NON LASCIAMOLI MORIRE IN MACCHINA D'ESTATE

QUESTO PER SPIEGARE CHE GLI IGNORANTI DEVONO FARSI I FATTI LORO E CHE CHI NON E' IN GRADO DI RAGIONARE NON DOVREBBE AVERE UN ANIMALE...

Questa è la richiesta di una delle persone che ha tentato di salvare il cane ... 

Postato su facebook  08 agosto 2013

Lasciato in macchina 3ore con 40 gradi su una coperta di lana in un parcheggio lungo mura - porta del paese. Salvato dal passaggio di un santo parcheggiatore che ha chiamato per sfondare il vetro e dall'intervento tempestivo di un veterinario. La padrona (tedesca), alle nostre invettive,ha risposto che ha avuto un attacco di panico, non uno shock termico. Il colmo, per problemi burocratici, malgrado parta denuncia penale, e' che non possono fare il sequestro...dunque il cane, sbrigato il tempo delle procedure per la denuncia, ritornerà nel bagagliaio sulla coperta di lana con i suoi aguzzini. A tutti gli amici che hanno collegamenti con i mezzi di informazione: fate vedere l'orrore. A chi può dare un contributo legale, per rovinare i padroni ed allontanare il cane da loro, sin da adesso, grazie se lo farà. 




   FOTO N. 1


Postato su facebook  ieri 12 agosto 2013 ore 17 circa...

A causa di non si sa chi, che ha deciso di rilasciare il cane alla proprietaria, l'animale in questione non ha fatto una bella fine...
Qualcuno ha firmato perché il cane rinchiuso tre ore in macchina sotto un sole cocente , fosse riconsegnato ai proprietari (dopo un clamoroso caso di maltrattamento ignorato) e caricato dove ho mal fotografato. Stava bene. Eccome. È morto nel viaggio di ritorno in Germania. 


  FOTO N. 2


La storia e le foto sono state da me postate insieme per far capire la gravità della cosa, ma sono della Signora Valentina Garavini  (che ringrazio perchè è giusto che queste cose si sappiano)





12 agosto 2013  da APAS - Associazione Protezione Animali Sammarinese si apprende



Il maltrattamento del Pastore del Caucaso si è risolto con la morte del cane!

cane_chiuso_macchina_.jpgSan Marino, 12 Agosto 2013 - Una vicenda iniziata male é finita in tragediaA dispetto di tutte le certezze, le presunte competenze veterinarie, le superficialità dimostrate largamente dal Servizio Veterinario di Stato nel giudicare l’intera vicenda, liquidandola con la semplice dimissione del povero animale dall’ambulatorio veterinario in cui era in cura, il Pastore del Caucaso è morto! L’Associazione Sammarinese Protezione Animali, sostenuta da tanti cittadini commossi e indignati da questo tragico episodio, che si aspettano l’applicazione delle leggi vigenti per punire gli autori del maltrattamento, confuta le ragioni dichiarate dal Dirigente della Sanita Pubblica poiché:

  • Nessuna “scienza e coscienza” (intervista televisiva dott. Maurizio Berardi) sono state usate dal Servizio Veterinario di Stato per assicurare la salvezza del cane dopo il suo ricovero, in quanto proprio  lo stesso Dirigente del Dip. Sanità Pubblica ha affermato che il cane è stato dimesso quando ancora era in prognosi riservata! NO COMMENT!
  • Il Dirigente del Servizio Veterinario non si è avvalso dei poteri conferitigli dalla normativa 30 Luglio 2012 n° 101, attraverso la quale avrebbe potuto trattenere lo sventurato animale, in attesa che fosse con certezza fuori pericolo, anche per dare seguito al procedimento penale, cosa che avrebbe consentito i tempi necessari per avviare la procedura giudiziaria.
  • Purtroppo invece, nella relazione del Dirigente del Servizio Veterinario non si è voluto intravedere nella vicenda alcuna volontà di maltrattamento, ma incuria e omissione di custodia di un animale si configurano al contrario come maltrattamento in base all’art. 282 bis CP.
  • Ci chiediamo inoltre, se durante il periodo di ricovero del cane sia stato avviato da parte della Polizia Civile un’indagine conoscitiva sui suoi proprietari, tramite le forze di Polizia tedesche, per verificare eventuali episodi pregressi di maltrattamento o incuria di un animale. In caso affermativo qual è stato l’esito dell’indagine? Aspettiamo una risposta in merito dalla Polizia Civile!
  • L’APAS nella giornata di oggi, prima ancora di sapere della tragica morte del cane, ha consultato i propri legali per decidere gli atti da intraprendere contro gli autori del maltrattamento e verso il Servizio Veterinario di Stato per le palesi omissioni alle leggi vigenti che tutelano il rispetto e i diritti degli animali. Ovviamente, la morte del cane rappresenta un’aggravante della situazione a carico di tutti i soggetti coinvolti, che a suo parere hanno cercato di liquidare la tragica vicenda in un clima di assoluta omertà, superficialità e irresponsabilità, cosa che verrà tenuta in considerazione durante l’iter giudiziario.
  • L’Associazione chiederà al magistrato competente di essere parte in causa nel fascicolo di procedura penale (ammesso che esista!) costituendosi parte civile in un auspicabile dibattimento. In caso che l’iter giudiziario non sia stato avviato dalle competenti autorità, l’APAS presenterà un esposto alla Magistratura.
Un’ultima triste considerazione: le Istituzioni della Repubblica di San Marino hanno perso l’occasione di impartire una lezione di civiltà a chi maltratta un animale e a chi li considera mero oggetto da esibire quando fa comodo, quando al contrario, avrebbero avuto dalla loro parte strumenti normativi che nulla hanno da invidiare ai paesi più evoluti d’Europa. Evidentemente è molto più comodo soprassedere per quieto vivere o più semplicemente per la scarsa considerazione verso gli animali.